Ana si trova improvvisamente ad essere assalita dal mostro dell’ansia generata dal senso di inadeguatezza. Giorno dopo giorno cresce in lei la tendenza al perfezionismo, il desiderio di essere impeccabile, la tendenza ad isolarsi per evitare situazioni che generano difficoltà. Il suo nemico non è fuori ma dentro: deve lottare contro la bassa stima di sé stessa e la paura del giudizio. La madre prova a scardinare quel muro di isolamento lasciandole ogni giorno un bigliettino con uno spunto di riflessione. Pensieri sulla libertà di decidere chi vuole essere; sull’importanza di non dover essere uguale a nessuno ma semplicemente e splendidamente sé stessa. E proprio nel momento peggiore, assalita dalla sensazione di essere inadeguata per il mondo, la discrezione e l’amore incondizionato della madre le hanno aperto gli occhi sulla bellezza e sul valore della unicità.